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Come costituire un’Associazione Sportiva Dilettantistica ASD

Un’associazione sportiva dilettantistica, sinteticamente indicata con l’acronimo ASD, è un’associazione senza scopi di lucro che ha finalità esclusivamente sportive. Può essere costituita da un gruppo di almeno tre persone che manifestano l’intenzione di diffondere la pratica e la promozione di una disciplina sportiva tra i propri soci. L’associazione, però, deve promuovere una disciplina sportiva ammissibile, ovvero una disciplina sportiva riconosciuta dal CONI.

L’attività sportiva dell’associazione deve essere riconosciuta dai regolamenti del CONI come dilettantistica e registrata nel suo albo apposito. Questo aspetto è molto importante ai fini fiscali, perché l’associazione per poter beneficiare delle notevoli agevolazioni fiscali previste dalla legge, deve prima di tutto essere affiliata ad una Federazione Sportiva oppure ad un Ente di Promozione Sportiva risultante nei registri del Ministero, poi essere iscritta all’albo del CONI.

Cosa bisogna fare per costituire un’ASD

Una volta definiti gli scopi dell’associazione e l’attività sportiva promossa, si deve creare il primo Consiglio Direttivo composto da almeno tre soci fondatori. A questo punto:

  1. deve essere redatto lo Statuto e l’Atto Costitutivo dell’associazione nel rispetto delle norme del Codice Civile, della legge 289/2002 che stabilisce i requisiti che le associazioni sportive dilettantistiche devono possedere e delle norme in materia fiscale. Statuto e Atto Costitutivo devono essere preparati in duplice copia, firmate in calce dai soci fondatori;
  2. registrare l’associazione all’Agenzia delle Entrate, prima di tutto richiedendo da parte del Presidente dell’associazione o da un suo delegato l’attribuzione del codice fiscale mediante compilazione del modello AA5/6. L’attribuzione del codice fiscale è gratuita, non ci sono costi da sostenere. Grazie alla compilazione del modello 69, fornito direttamente dall’Agenzia delle Entrate e necessario per registrare lo Statuto e l’Atto Costitutivo, si ha diritto ad ottenere i benefici fiscali previsti per le ASD, specialmente la defiscalizzazione delle attività a pagamento svolte dai soci e attinenti agli scopi sociali della ASD. Tale defiscalizzazione è espressamente prevista dall’art. 148 del T.U.I.R. In questa fase si devono pagare le tasse di registro e depositare le due copie dell’Atto Costitutivo e dello Statuto. L’importo della tassa di registro ammonta a 200 euro, da pagare mediante modello F23 in banca o in ufficio postale. Inoltre, a questa spesa deve essere aggiunta quella per i bolli che devono essere apposti su entrambe le copie dello Statuto e dell’Atto Costitutivo. È una marca da bollo da 16 euro ogni 4 pagine scritte. Considerando che i due documenti sono in duplice copia, mediamente la spesa per i bolli si aggira intorno ai 100 euro in totale. Fare attenzione alla data riportata sulle marche da bollo: deve essere precedente o con la stessa data dell’Atto costitutivo, pena il pagamento di una mora;
  3. presentare richiesta di affiliazione ad una federazione Sportiva oppure ad un Ente di Promozione Sportiva iscritta nei registri del Ministero. Tali organismi provvedono quindi ad iscrivere l’associazione sportiva al registro del CONI. A questo punto l’associazione è costituita a tutti gli effetti di legge e potrà godere di tutti i benefici fiscali previsti dal nostro ordinamento;
  4. comunicare il modello EAS all’Agenzia delle Entrate. Tale comunicazione deve essere obbligatoriamente effettuata entro 60 giorni dalla data di costituzione degli enti associativi, va effettuata telematicamente e vi sono contenuti i dati e le notizie più rilevanti ai fini fiscali. Praticamente tutte o quasi le associazioni sportive dilettantistiche hanno l’obbligo di comunicare il modello EAS, visto che vi sono tenute tutte quelle organizzazioni che raccolgono quote associative dei soci, usufruiscono di erogazioni liberali o offrono beni o servizi ai propri associati in cambio di una contropartita economica.

Appare evidente, quindi, che per costituire un’associazione sportiva dilettantistica la disciplina sportiva che l’associazione sportiva intende promuovere deve obbligatoriamente essere ricompresa nell’elenco delle discipline sportive riconosciute dal CONI, pena l’impossibilità di costituire l’associazione stessa.

Qualora la disciplina sportiva non risulti ammissibile dal CONI, è bene chiedere alla Federazione o all’Ente di Promozione Sportiva con il quale ci si vorrebbe affiliare qual è la categoria sportiva più affine, in modo da procedere con l’iscrizione alla Federazione o all’Ente suggerito. Conviene, pertanto, aspettare la risposta della Federazione o dell’Ente di Promozione sportiva, prima di presentare lo Statuto.

Costituire un’associazione sportiva dilettantistica: statuto ed atto costitutivo

Molto importante è redigere correttamente entrambi questi due importanti documenti perché, in mancanza del rispetto dei requisiti di legge e della previsione delle attività essenziali che l’ASD dovrà svolgere, la Federazione Sportiva o l’Ente di Promozione Sportiva potrebbero rifiutare l’iscrizione.

Lo Statuto deve fondarsi su principi di democraticità con relativi organi e cariche elettive. Inoltre questo documento deve riportare nella denominazione sociale il termine “dilettantistica” riferito all’associazione sportiva. Devono essere indicati chiaramente anche:

  • L’assenza dei fini di lucro dell’associazione e il divieto di distribuire utili
  • Il divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre associazioni che operano nell’ambito della medesima disciplina sportiva
  • Il divieto di remunerazione per gli amministratori
  • Impegno al rispetto delle norme del CONI e delle direttive impartite dalle Federazioni Sportive o dagli Enti di Promozione Sportiva
  • La programmazione di attività sportiva di tipo dilettantistico potrà declinarsi sia nello svolgimento della specifica disciplina, sia in attività sportive parallele.

Almeno una volta all’anno l’associazione deve iscriversi ad una manifestazione sportiva organizzata dalla Federazione o dall’Ente Sportivo cui è iscritta.

Associazione Sportiva Dilettantistica: i benefici fiscali

 Ci sono alcune importantissime agevolazioni fiscali di cui godono le ASD, fra queste:

  • Sono riconosciute dalla legge come enti non commerciali, anche se i proventi derivanti da attività come pubblicità, sponsorizzazioni ecc. sono superiori ai ricavi generati dalle attività sportive verso i soci;
  • Sono esenti da tassazione le quote pagate dai soci per partecipare ai corsi e alle attività sportive organizzate dall’associazione. Questa è probabilmente l’agevolazione più significativa per un’associazione sportiva dilettantistica;
  • Tutti i compensi pagati ai soci che svolgono attività amministrative e di segreteria o corrisposti agli istruttori sono detassati, con un’esenzione fiscale che può arrivare fino a 10.000 euro annui;
  • Possibilità di raccolta del 5×1000 se l’associazione sportiva svolge attività di cui beneficiano anziani, giovani e persone fisicamente svantaggiate;
  • Forte riduzione degli adempimenti contabili e pagamento di imposte dirette e iva con sistema forfettario per i ricavi derivanti da eventuale attività commerciale, come previsto dalla legge 398/1991;
  • Le erogazioni liberali che i privati fanno a favore delle associazioni sportive sono deducibili fino a un massimo del 19% del reddito annuo. Queste, comunque, non devono la soglia massima di 1.500 euro;
  • Deducibilità al 100% delle spese pubblicitarie effettuate da un’azienda per il tramite dell’associazione sportiva. Sono equiparate alle spese pubblicitarie anche le sponsorizzazioni, quindi anche queste sono deducibili fino a un tetto massimo di 200.000 euro;
  • Le ASD possono effettuare raccolte pubbliche di fondi in occasione di manifestazioni e ricorrenze.
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