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assicurazione responsabilità civile terzi

Assicurazione per Responsabilità Civile Terzi e Prestatori di Lavoro

Oggi se hai un’associazione sportiva dilettantistica, una società sportiva dilettantistica o un’associazione di volontariato, hai bisogno di tutelarti opportunamente per i rischi legati alle attività che si svolgono nell’ambito dell’associazione e a quelli connessi alla conduzione delle attività sportive. Se l’associazione svolge un’attività che potrebbe causare danni alle cose o a terzi, è bene che stipuli una polizza assicurativa. In questo modo, in caso di richieste di risarcimento, l’associazione avrà una tutela.

La cosiddetta RCT (Responsabilità Civile Terzi) fa per te anche se hai un’associazione di volontariato, una Onlus oppure un’associazione di carattere non sportivo, per tutti i rischi connessi alle attività culturali, ricreative e socio-assistenziali che vi si svolgono.

Da cosa ti tutela la Responsabilità Civile Terzi?

L’assicurazione RCT è una garanzia che ti tutela rimborsando a terzi i danni di varia natura provocati involontariamente e accidentalmente. Tra queste eventualità rientrano i casi morte, distruzione o deterioramento di cose, lesioni personali e danni provocati in generale dallo svolgimento delle attività sociali.

Da cosa ti tutela la Responsabilità Civile Prestatori di lavoro?

 La RCO, ovvero la polizza per Responsabilità Civile prestatori di lavoro, garantisce l’associazione verso i dipendenti e i prestatori di lavoro che subiscono un infortunio nello svolgimento della loro attività nell’ambito dell’ente, risarcendoli per le conseguenze di un infortunio sul lavoro.

Sia la RCT che la RCO possono essere attivate anche solo temporaneamente.

Chi dovrebbe stipulare una polizza RCT e RCO

Sappiamo che nello svolgimento delle attività quotidiane le associazioni possono andare incontro a molti rischi. Per questo motivo una buona copertura assicurativa è caldamente consigliata. Ma chi dovrebbe stipulare una polizza assicurativa? In caso di danno involontario a terzi, è l’associazione che viene chiamata in causa per il risarcimento, ma sappiamo bene che anche il presidente dell’associazione, i consiglieri e gli amministratori potrebbero essere chiamati a rispondere, qualora civilmente responsabili. Per evitare questi problemi, le associazioni, le società e le scuole sportive dovrebbero stipulare un’assicurazione RCT, garantendosi tranquillità e massima serenità.

Differenza fra le assicurazioni obbligatorie e RCT/RCO

Occorre fare un po’ di chiarezza: il legislatore ha previsto per le associazioni no profit l’assicurazione obbligatoria nel caso in cui il socio, il collaboratore, il volontario, l’atleta si fa male da solo. Ne abbiamo già parlato in un precedente articolo, sono 3 le tipologie di associazione tenute a stipulare un’assicurazione obbligatoria: le ASD (associazioni sportive dilettantistiche), le APS (associazioni di promozione sociale) e le ODS (organizzazioni di volontariato).

  • Per le ASD c’è l’obbligo di assicurare tutti gli atleti, i tecnici e i dirigenti, obbligo espressamente sancito dal Decreto Ministeriale del 3 novembre 2010. Solitamente queste assicurazioni vengono stipulate fra una compagnia assicurativa e l’ente sportivo affiliante o ente di promozione sportiva, che la estende alle sue affiliate.
  • Per le APS l’obbligo assicurativo è stabilito nel DL 383 del 2000 che prevede una copertura assicurativa obbligatoria per gli infortuni e le malattie occorsi agli aderenti nello svolgimento delle attività dell’associazione e per la responsabilità civile verso terzi.
  • Per le ODS l’obbligo assicurativo è sancito direttamente dal DL 266 del 2001. Tale norma impone alle ODS di assicurare tutti gli aderenti che svolgono attività di volontariato. L’assicurazione deve offrire una copertura contro le malattie e gli infortuni connessi alle attività svolte, ma anche per la responsabilità civile verso terzi.

Le assicurazioni obbligatorie di cui abbiamo appena parlato hanno la caratteristica comune. Queste infatti si applicano alle circostanze in cui la responsabilità dei danni non sono attribuite all’associazione, al presidente, agli altri associati ed utenti ma sono attribuite all’associato stesso che si è ammalato o si è infortunato da solo. In questo senso, il legislatore ha voluto tutelare il volontario in modo da assicurarlo nel caso in cui si faccia male.

Rischi per l’associazione non coperta da assicurazione

Caso del tutto diverso, invece, è quando l’associato, il volontario, il collaboratore, l’atleta, l’utente (ovvero una parte terza) si fa male per colpa dell’associazione. In questo caso è vivamente consigliato all’associazione stipulare una polizza RCT, in quanto il presidente potrebbe essere chiamato in prima persona a risarcire il danno subito da un terzo.

Come sappiamo, il presidente di un’associazione ne è anche il legale rappresentante. Il presidente è chiamato a rispondere in prima persona dei danni che un terzo subisce in occasione delle attività svolte dall’associazione. La responsabilità può essere sia diretta, che indiretta. Anche i consiglieri e gli amministratori possono incorrere in richieste di risarcimento. Ne consegue che il presidente e le altre figure dell’associazione possono essere tirate in causa per una richiesta di risarcimento da chiunque affermi di aver subito un qualsiasi danno.

Le polizze RCT e RCO non sono obbligatorie, ma sono caldamente consigliate per tutelare il patrimonio dell’associazione in primis, e del suo presidente in seconda battuta, nel caso in cui siano chiamati a risarcire un danno involontariamente causato a un terzo negli spazi dell’associazione e durante le sue attività istituzionali.

Verificare se la polizza RCT copre tutti i rischi

Questo è un compito piuttosto delicato: come faccio a capire se la polizza stipulata, magari la polizza standard che mi è stata stipulata dall’ente nazionale di affiliazione, copre adeguatamente tutti i rischi cui va incontro la mia associazione? In questo caso l’unica soluzione è quella di analizzare prima attentamente i rischi cui si va incontro nell’esercizio delle attività. Solo così si riesce a capire se la RCT risponde alle effettive esigenze dell’associazione.

Certamente non è possibile prevedere ogni eventualità e ogni possibile sinistro che potrebbe capitare. Attraverso l’esperienza maturata dall’ente affiliante e dalla stessa associazione, si dovrebbe arrivare a stipulare una polizza RCT che copre ragionevolmente tutti i sinistri.

Occorre ricordare che la polizza RCT è personalizzabile. Qualora emergessero delle lacune tali da prestare il fianco a possibili richieste di risarcimento, l’associazione può integrare nella polizza assicurativa delle estensioni. In questo modo la polizza può essere integrata aggiungendo delle coperture che meglio si adattano alle specifiche necessità dell’associazione.

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